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22 ottobre 2009 4 22 /10 /ottobre /2009 12:44

 

Luciano De Crescenzo

 

VITA DI ERACLITO

scritta da lui medesimo

 

 

Mi chiamo Eraclito e sono nato a Efeso nel 540 avanti Cristo, poco prima della 69° Olimpiade. Dico così perché così mi hanno consigliato di dire, ma, a essere sincero, non so chi sia questo Cristo di cui tutti parlano: suppongo essere un filosofo nato nel 540 dopo Eraclito.

Mi hanno messo nel Limbo e vi assicuro che ci sto malissimo. Ho sempre avversato la “via di mezzo” e tutte le sciocchezze dette in proposito dai filosofi dei miei tempi. Qualcuno mi potrà rinfacciare che anch’io una volta ho sostenuto i pericoli della tracotanza, ma una cosa è invitare gli uomini a non eccedere, e un’altra predicare la giusta misura come ha fatto quel saccente di Aristotele con la sua to metrion.

Forse nel Limbo lui si sentirà come a casa sua, io no di certo. Se c’era qualcuno che meritava l’Inferno, questo qualcuno ero io. D’altra parte, sono o non sono il profeta del Fuoco? E allora, per Zeus, mettetemi nel Fuoco!

 

Quando ero già vecchio alcuni saggi mi vennero a trovare a Efeso: avevano saputo che c’era un pazzo che aveva strane teorie sulla creazione e volevano saperne di più. Quel giorno, ricordo, faceva un freddo terribile. I saggi mi sorpresero mentre mi stavo scaldando le mani a un camino.

“Sei tu Eraclito?” mi chiesero, fermandosi sulla soglia. E io subito: “Son’io”. Poi aggiunsi: “Accomodatevi pure accanto al Fuoco, o saggi, giacché è qui che abitano gli Dei”. “Cosa vuol dire?” chiesero loro. “Che furono gli Dei a creare il Fuoco?” “Esattamente il contrario, risposi io: fu il Fuoco a creare gli Dei, giacché è il Fuoco l’arbitro dei nostri destini. Il Fuoco sa sempre quello che fa, e quello che fa è sempre giusto. A noi non resta che accettarne le volontà!”.

 

Secondo alcuni, il posto ideale per trascorrere l’Oltretomba sarebbe il Paradiso. Per carità, niente di più sbagliato: non esiste luogo più noioso di quello. Non date ascolto ai sacerdoti quando, nei templi, vi promettono un’eternità fatta solo di giorni felici: mentono sapendo di mentire.

Non è possibile trascorrere giorni lieti se non si vivono anche quelli tristi, così come non è possibile apprezzare la felicità senza avere un’idea, quanto meno approssimativa, dell’infelicità. Lo stesso dicasi del piacere in relazione al dolore, e del riso disgiunto dal pianto. Fate come faccio io: più mi parlano bene del Paradiso, e più mi convinco che l’unica destinazione accettabile per uno come me sia l’Inferno.

 

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Published by Michele
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