Autobiografia di un "fucilatore"di Giorgio Almirante ( Edizione del Borghese - Settembre 1973 )
La dedica : Questo libro è dedicato agli amici assieme ai quali ho avuto la ventura di iniziare, quasi trent’anni fa, una dura battaglia di riscatto nazionale : agli amici di tutta una vita. I loro nomi non figurano in queste pagine, che ho voluto libere da ogni citazione, affettuosa o polemica, di personaggi viventi. Ma sono vivi e presenti nell’animo mio. Più che per me, ho scritto per loro; se ci sono riuscito insieme a loro: insieme ad una piccola pattuglia di credenti. (seguono i quindici capitoli )
Il commiato : Ve lo predichiamo ancora, vi diciamo che non bisogna reagire…. Vi invitiamo ad una serenità che può sembrare addirittura sovrumana; io stesso vi ho detto, dinnanzi alle salme degli assassinati o dei bruciati vivi, che non si lotta per la civiltà usando le armi che la barbarie usa per combattere la civiltà. Voglio dire, giovani, che vi ho chiesto, e continuo a chiedervi, l’assurdo : di essere pienamente giovani e compiutamente maturi, di fondere l’entusiasmo con la saggezza, il coraggio con l’intelligenza, la naturale ansia di vincere con la consapevolezza della lunga necessaria proiezione della battaglia nel tempo……….. ……Noi siamo caduti e ci siamo rialzati parecchie volte; e se l’avversario irride alle nostre cadute, noi confidiamo nella nostra capacità di risollevarci. In altri tempi ci risollevammo per noi stessi. Da qualche tempo ci siamo risollevati per voi, giovani, per salutarvi in piedi nel momento del commiato, per trasmettervi la staffetta prima che ci cada di mano……. Accogliete dunque, giovani, questo mio commiato come un ideale passaggio di consegne; e se volete un motto che vi ispiri e vi rafforzi, ricordate: Vivi come se tu dovessi morire subito; pensa come se tu non dovessi morire mai.
Vivi come se tu dovessi morire subito. Pensa come se tu non dovessi morire mai.
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