| Niente canzoni d’amore Charles Bukowski
… Caro Direttore, mi rendo conto che ho fatto passare la scadenza, ma sono stato afflitto da un sacco di stupidaggini, come litigi con la mia donna, guasti alla macchina, un ospite che mi si è fermato in casa per una settimana, e svariate altre cose che non mi ricordo. Una cosa che invece mi ricordo è che dovevo farmi rinnovare la patente. Ogni volta che vado a farmi rinnovare la patente, in quel momento comincio a rendermi conto di quanto sono invecchiato, è un segno che uno si sta avvicinando alla tomba, e come segno è più forte del Capodanno e dei compleanni, e anche se di morire in realtà non mi dispiace affatto, quello che mi dà fastidio è la certezza. Così ogni quattro anni, al momento di andare a rinnovare la patente, io decido di andare a farmi una bevuta colossale. Dopo averlo fatto, il mattino dopo guidavo verso il Dipartimento della Motorizzazione Civile di Hollywood, ma avevo troppo mal di testa per affrontarlo. E continuavo ad avere momenti di buio. Quindi girai a destra. Trovai un bar su dalle parti di Hollywood Boulevard, su Las Palmas o su Cherokee, credo, parcheggiai la macchina, entrai, mi sedetti, rimediai una Heineken dal barista, niente bicchiere, e mi feci una bella sorsata… Un paio di sgabelli più in là c’era una vecchia ragazza che pareva avesse delle setole di porcospino al posto dei capelli. E sembrava avesse fatto un buco al centro di un lenzuolo, per giunta sporco, e poi ci avesse infilato la testa e se lo fosse messo addosso. <Ehi,> disse lei. La guardai in maniera diretta. <Io sono Helena la Zingara,> disse. <Philip Messbell, controllore del traffico aereo, disoccupato,> risposi io. <Vuoi che ti legga la mano, Philip?> <Quanto?> <Una birra.> <OK.> Melena trascinò quella sua tunica da Ku Klux Klan fino allo sgabello accanto al mio, mi afferrò la mano sinistra, la voltò e cominciò a percorrermi il palmo con le dita. <Ah,> disse <la tua linea della vita è molto lunga. Avrai una vita molto lunga…> <Questa è vecchia. Dimmi qualcosa di nuovo.> <Ah,> strofinò un altro poco <la birra che preferisci è la Heineken.> <Ti ho detto di lasciar perdere le stronzate.> <Ok, ora si che lo vedo!> esclamò. <Cosa?> <Stai per essere scopato, entro un’ora.> <E da chi? Da te?> <Forse. Hai 25 dollari?> <No.> <Non da me…> Lei ebbe la sua birra, io finii la mia e me ne andai di là. … |