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22 aprile 2009 3 22 /04 /aprile /2009 00:50

 




 

Portatemi Dio
gli devo parlare

gli voglio raccontare
di una vita che ho vissuto
e che non ho capito
a cosa è servito?
che cos'è cambiato?

 






 

 

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22 aprile 2009 3 22 /04 /aprile /2009 00:31

 

 

Hai un solo padrone, il cuore.

 

Se lo inganni, lo perderai per sempre.

 

 

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20 aprile 2009 1 20 /04 /aprile /2009 23:45
 

 

Padre e figlio

 

Siddharta di Hermann Hess

(capitolo primo)

 

Siddharta entrò nella camera dove suo padre sedeva sopra una stuoia di corteccia, s’avanzò alle sue spalle e rimase là, fermo, finche suo padre s’accorse che c’era qualcuno dietro di lui. Disse il Brahmino : “ Sei tu, Siddharta? Allora di’ quel che sei venuto per dire ”.


Parlò Siddharta: “Col tuo permesso, padre mio. Sono venuto ad annunciarti che desidero abbandonare la casa domani mattina e recarmi fra gli asceti. Diventare un Samana, questo è il mio desiderio, voglia il cielo che mio padre non si opponga”.


Tacque il Brahmino: tacque così a lungo che, nella piccola finestra le stelle si spostarono e il loro aspetto mutò, prima che venisse rotto il silenzio nella camera. Muto e immobile stava ritto il figlio con le braccia conserte, muto e immobile sedeva il padre sulla stuoia, e le stelle passavano in cielo.
Finalmente parlò il padre: “Non s’addice a un Brahmino pronunciare parole violente e colleriche. Ma l’irritazione agita il mio cuore. Ch’io non senta questa preghiera una seconda volta dalla tua bocca.


Il Brahmino si alzò lentamente; Siddharta restava in piedi, muto, con le braccia conserte.

“ Che aspetti? ” chiese il padre.

Disse Siddharta : “ Tu lo sai ”.

Irritato uscì il padre dalla stanza, irritato cercò il suo giaciglio e si coricò.

Dopo un’ora, poiché il sonno tardava, il Brahmino si alzò, passeggiò in su e in giù, uscì di casa. Guardò attraverso la piccola finestra della stanza, e vide Siddharta in piedi, con le braccia conserte : non s’era mosso. Come un pallido bagliore emanava dal suo mantello bianco. Col cuore pieno d’inquietudine, il padre ritornò al suo giaciglio.


E venne di nuovo dopo un’ora, venne dopo due ore, guardò attraverso la piccola finestra, vide Siddharta in piedi, nel chiaro di luna, al bagliore delle stelle, nelle tenebre. E ritornò ogni ora, in silenzio, guardò nella camera, vide quel ragazzo in piedi, immobile, ed il suo cuore si riempì di collera, il suo cuore si riempì di disagio, il suo cuore si riempì d’incertezza, il suo cuore si riempì di compassione. Ritornò nell’ultima ora della notte, prima che il giorno spuntasse, entrò nella stanza, vide il giovane in piedi, e gli parve grande, quasi straniero.
“ Siddharta, ” chiese “ che attendi? ”.

“ Tu lo sai”.

“ Starai  sempre  così  ad  aspettare  che  venga  giorno, mezzogiorno e
   sera? ”.

“ Starò ad aspettare ”.

“ Ti stancherai, Siddharta ”.

“ Mi stancherò ”.

“ Ti addormenterai, Siddharta ”.

“ Non mi addormenterò ”.

“ Morirai, Siddharta ”.

“ Morirò ”.

“ E preferisci morire, piuttosto che obbedire a tuo padre? ”.

“ Siddharta ha sempre obbedito a suo padre ”.

“ Allora rinunci al tuo proposito? ”.
“ Siddharta farà ciò che suo padre gli dirà di fare ”

 
Le prime luci del giorno entravano nella stanza. Il Brahmino vide che Siddharta tremava leggermente sulle ginocchia. Nel volto di Siddharta, invece, non si vedeva alcun tremito: gli occhi guardavano lontano. Allora il padre s’accorse che Siddharta non abitava già più con lui in quella casa: Siddharta l’aveva già abbandonato.


Il padre posò la mano sulla spalla di Siddharta. “ Andrai nella foresta, ” disse “ e diverrai un Samana. Se nella foresta troverai la beatitudine, ritorna, e insegnami la beatitudine. Se troverai la delusione, ritorna: riprenderemo insieme a sacrificare agli dèi. Ora va’ a baciare tua madre, dille dove vai. Ma per me è tempo d’andare al fiume e di compiere la prima abluzione ”.

Tolse la mano dalla spalla di suo figlio, e uscì. Siddharta barcollò, quando provò a muoversi. Ma fece forza alle sue membra, s’inchinò davanti al padre e andò dalla mamma, per fare come suo padre aveva prescritto.

 



 

 

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19 aprile 2009 7 19 /04 /aprile /2009 17:43

 

La morte è l'unica cosa che riesce a spaventarmi.

La detesto perché oggi si può sopravvivere a tutto
tranne che a lei.


 

 


Dorian Gray

 

 

 











 




La tragedia della vecchiaia
non è invecchiare,
ma rimanere giovani dentro.


                            





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19 aprile 2009 7 19 /04 /aprile /2009 15:44

 

 ICARO

  

 

A Creta il re Minosse aveva chiesto a Dedalo di costruire il labirinto per il Minotauro.

Avendolo costruito, e quindi conoscendone la struttura, a Dedalo e suo figlio fu preclusa ogni via di fuga da Creta da parte di Minosse, poiché temeva che ne fossero svelati i segreti.

Per scappare, Dedalo costruì delle ali con delle penne e le attaccò ai loro corpi con la cera.


Malgrado gli avvertimenti del padre di non volare troppo alto, Icaro si fece prendere dall'ebrezza del volo e si avvicinò troppo al sole; il calore fuse la cera, facendolo cadere nel mare dove morì.

 



  

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18 aprile 2009 6 18 /04 /aprile /2009 17:16

 

 

Un Uomo

 

 

 

 

 


        

 

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18 aprile 2009 6 18 /04 /aprile /2009 14:33
 

 

Le Maschere

(Pirandello)

 


La vita è un fluire continuo, la forma pretende di fissarla in un ruolo, in una convenzione, in una maschera, ma la vita paradossalmente ha bisogno proprio della forma per manifestarsi.

  





Ognuno di noi, per vivere, è costretto ad indossare delle maschere che finiamo per accettare anche se in esse, spesso, non ci identifichiamo.

 




E da queste maschere non possiamo sottrarci per non mettere a nudo sogni e desideri segreti, repressi e condannati da un mondo in cui dominano la finzione e il conformismo.

 

 

  


La Favola Mia

(Renato Zero)

 


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16 aprile 2009 4 16 /04 /aprile /2009 23:34


IO SONO UN UOMO LIBERO

 



PERCHE' NON MI FARO' MAI POSSEDERE
DALLE MASCHERE CHE INDOSSO

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12 aprile 2009 7 12 /04 /aprile /2009 17:55

 

Stasera il Roxy è più affollato del solito

c’è tanto fumo

e gente che non conosco

è una di quelle sere rumorose

di quelle in cui ti chiedi se vale la pena

sopportare tanto per aspettarti

le sere in cui ti ritrovi a pensare

che il tuo bicchiere è più piccolo del solito,

lo svuoti senza accorgertene

 

dovrebbero fabbricare bicchieri apposta per certe sere...

 

                                                                               Michele






 
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12 aprile 2009 7 12 /04 /aprile /2009 17:03

 

  

E' stata tua la colpa...

 


http://claudiananni.files.wordpress.com/2012/05/marionetta.jpg

 

 

 


 

 

 

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